Piazza del Plebiscito

Piazza del Plebiscito è uno dei dei simboli della di Napoli.

Situata nel cuore del centro storico, alla fine di Via Toledo, con la sua superficie di oltre 25mila metri quadrati è la più grande della città e una delle maggiori in tutta Italia.

Il nome della piazza celebra il Plebiscito con cui il 21 ottobre 1860 l’Italia Meridionale, l’allora Regno delle due Sicilie, si univa al Piemonte dei Savoia. Prima di tale data, la piazza era denominata Largo di Palazzo, perché si estendeva proprio davanti al Palazzo Reale.

 

Piazza del Plebiscito
Piazza del Plebiscito

 

Storia di Piazza Plebiscito

Inizialmente si trattava di uno spiazzo molto irregolare, che era circondato dalle mura dell’antica città di Palepoli, che furono poi distrutte per far spazio alla costruzione di altri edifici.

Prima il monastero di Santa Croce, poi difronte si fece quello dello Spirito Santo, e si cominciarono anche ad erigere le prime case.

Così sorse un piccolo borgo, detto appunto Borgo di Santo Spirito.

Nel 1482, per opera di San Francesco di Paola che giunse a Napoli, venne fatto il convento di San Giovanni, sempre in questa piazzola di Borgo Santo Spirito.

Poi, nel 1500, per dare una degna reggia al viceré di Napoli spagnolo venne costruito il Palazzo Vecchio.

Con la costruzione, avvenuta nel 1602, del Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito a Napoli prese sembianze diverse e si chiamò Largo di Palazzo.

Nel 17esimo secolo, per opera del grande Vanvitelli, Palazzo Reale venne rinforzato, era pericolante.

L’edificio venne rivestito di nuova eleganza e sulla facciata Vanvitelli fece otto nicchie dove dal 1888 saranno esposte tutte le statue dei re di Napoli.

Nel 1837, con Ferdinando II, si decise, dopo l’incendio che distrusse le stanze reali verso Castel Nuovo, di abbattere Palazzo Vecchio e rifare tutta l’ala destra.

Così venne finito anche l’antico progetto del Foro Murat dove il re d’allora, Ferdinando IV, decise di collocare una chiesa proprio al centro del portico.

Era un promessa che il re aveva fatto, in caso avesse riavuto il trono, e così infatti era accaduto.

Venne quindi eretta la Basilica di San Francesco di Paola.

A completamento di Piazza del Plebiscito a Napoli, furono costruiti altri palazzi, il Palazzo Salerno, così chiamato perché residenza privata del principe Salerno, figlio di Ferdinando IV, e Palazzo dei Ministri, oggi Prefettura.

Nel 1963, poi la piazza fu trasformata in un grande parcheggio pubblico, per far fronte all’incremento di auto che si registrò in città negli anni del boom economico.

Sarà così fino al 1994 quando, in occasione del vertice G7, il Comune, guidato da Antonio Bassolino, decise di chiuderla al traffico rendendola completamente pedonale.

 

Cosa vedere in Piazza Plebiscito

Palazzo della Prefettura

Palazzo Salerno

Palazzo Reale

Chiesa di San Francesco di Paola.

 

Curiosità 

Tra turisti e cittadini è poi noto il gioco di attraversare bendati o a occhi chiusi piazza del Plebiscito. In poche parole, bisogna percorrere circa 170 metri in linea retta, partendo dalla porta del Palazzo Reale, che si trova esattamente al centro fra le due statue equestri e passarvi in mezzo, ma praticamente nessuno riesce nell’impresa.

In origine, infatti, la piazza aveva una forma irregolare e anche oggi una leggera pendenza della superficie impedisce a chi decide di attraversarla di proseguire dritto.

Secondo la leggenda, la regina Margherita concedeva la salvezza ai prigionieri del Regno qualora avessero superato questa prova difficilissima , ma non ci riuscì mai nessuno a causa di una maledizione lanciata dalla stessa sovrana, che ancora oggi non permette di farcela.

 

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